Enrico Bertolino, classe 1960, milanese del quartiere Isola, ha abbandonato a metà degli anni ’90 la sua unica attività di manager laureato alla Bocconi, per intraprendere il mestiere del comico, prima nelle sale dei numerosi cabaret milanesi, poi via via sui più accreditati palcoscenici nazionali. Artista eclettico e showman di “rassicurante” presenza, è monologhista con spiccate vene satiriche, rivolte soprattutto al sociale, in sapiente contrasto tra eleganza della forma e schiettezza di contenuti.
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POST IT DI GINO&MICHELE
La sua storia con noi inizia in un lontano mattino degli anni ’90 quando, nonostante una già provata esperienza sui palchi di altri cabaret e con una “laurea più master” alla Bocconi, si presentò ad una delle ormai proverbiali audizioni mattutine che teniamo periodicamente assieme a Giancarlo Bozzo nel locale di cabaret di Viale Monza a Milano. Fece un monologo preciso, forse addirittura meticoloso, e come lui ci ricorda ora fino allo sfinimento, lo “bocciammo”. Al termine dell’audizione uno di noi due – si dice il peccato ma non il peccatore, e comunque era il più piccolo – gli chiese: “Ma tu che mestiere fai nella vita?” “Il bancario” “Ecco, bene, tieniti stretto quel lavoro”…
Enrico Bertolino è un comico di razza. Di quelli che osservano il mondo senza ideologie preconfezionate ma con l’intelligenza critica ereditata dalla grande scuola degli “stund-up comedians” di tradizione anglosassone.