Kalabrugovic
«Il mio amico più caro si chiama Vito. Fuma così tanti spinelli che sulla carta d’identità ha scritto: occhi = rossi.»

Giancarlo Kalabrugovic è nato il 2 ottobre 1966 a Bollate (Mi) e come dice lui: “Appena nato ero già da ricovero…”.

“O studi o impari il mestiere”, questa è la frase che Giancarlo sentiva spesso in famiglia e così si iscrive a un corso di elettricista impiantista, ma non demorde e, seguendo il suo istinto, nel 2000 si iscrive al primo anno di recitazione presso la scuola Campo teatrale di Milano e successivamente frequenta i 3 anni del corso di recitazione e teatro comico tenuto dalla compagnia teatrale Macrò Maudit, fino ad arrivare nel 2003 al corso biennale di improvvisazione teatrale presso la scuola milanese Teatribù. In televisione è stato il comico rivelazione dell’edizione di Zelig Off 2007 con il suo personaggio Pino dei Palazzi, uno “zarro” di periferia!

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zelig - kalabrugovic – q.i.
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zelig - kalabrugovic – lavori stradali
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zelig - kalabrugovic – metallaro
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zelig - kalabrugovic – beve così tanto
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zelig - kalabrugovic – macchina zarra
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zelig - kalabrugovic – punti neri
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zelig - kalabrugovic – cervello incrostato
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zelig - kalabrugovic – svendita
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zelig - kalabrugovic – foto col crik
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zelig - kalabrugovic – daltonico
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zelig - kalabrugovic – rolling stones
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zelig - kalabrugovic – falegnameria
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zelig - kalabrugovic – amici
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zelig - kalabrugovic – cresima
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zelig - kalabrugovic – formula uno
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zelig - kalabrugovic – bruno vespa
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zelig - kalabrugovic – penna col motorino
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zelig - kalabrugovic – svampita
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zelig - kalabrugovic – operata bello
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zelig - kalabrugovic – motoscafo
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zelig - kalabrugovic – motocross
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zelig - kalabrugovic – sci
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zelig - kalabrugovic – tennis
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zelig - kalabrugovic – punkabestia
POST IT DI GINO&MICHELE
Classico bravo ragazzo, Giancarlo Calabretta, per noi Kalabrugovic, ti sta sempre ad ascoltare mite e disponibile. Ma in contrasto con questa sua pacatezza di intenti, parlandogli ti accorgi subito che Giancarlo non utilizza linguaggi molto dissimili da quelli dei suoi personaggi più estremi. A volte gli accenti, le inflessioni, il gergo, la postura del corpo sono così “forti” da darti l’impressione di avere a che fare non con l’artista e il comico, ma con le sue creature estremizzate. Poi capisci: Giancarlo è una contraddizione vivente, Pino dei Palazzi nei modi e negli atteggiamenti (perché nei Palazzi è cresciuto), Calabretta-Kalabrugovic nel cuore!