Leonardo Manera
«Ogni tanto ripenso alla mia ex, una ragazza fine. Nel senso che è l’unica con cui sono stato: una ragazza-fine, dopo di lei basta.»
Leonardo Manera nasce a Milano il 20 aprile, lo stesso giorno di Hitler e D’Alema, ma per il momento, è ancora meno noto di loro. L’anno è il 1967, quindi il nostro comico può senz’altro dire di aver fatto il ’68, ancorché molto giovane. All’età di 17 anni comincia a esercitare sul palco, con il dichiarato obiettivo di trovare una fidanzata. La fidanzata non la trova, però, una volta terminato il liceo scientifico e azzardati alcuni esami presso la facoltà di Giurisprudenza di Pavia, Leonardo comincia ad affinare la propria arte in locali di ogni tipo, cimentandosi anche come presentatore di spogliarelli, finto cameriere ai matrimoni e intrattenitore di varia umanità. Nel 2000, dopo il Giubileo, arriva Zelig, dove comparirà per più di 107 volte, tutte registrate dalla mamma. Artista poliedrico, dalla fantasia instancabile, la sua formazione spazia dagli studi attorali puri agli approfondimenti sulla scrittura creativa, al mimo, all’arte di strada. Quello di Leonardo Manera è un repertorio vastissimo: dal ventriloquo Vasco, il depresso monocorde che invia “un saluto festoso a tutti”, allo stralunato Piter, parodia del ragazzo della provincia bresciana, passando per lo stranito personaggio che sotto ipnosi riesce a dire solo “fluoro… fluoro… Adriana… Adriana”, fino a Petrektek, protagonista dello straordinario omaggio al cinema polacco.
 |
POST IT DI GINO&MICHELESi dice che il comico nella vita sia triste, e il comico “di lago” ancor di più. Contrariamente alla maggior parte dei suoi colleghi lacustri, che sono nati sulle rive lombarde del lago Maggiore, Leonardo Manera è originario del lago di Garda, ma conferma le aspettative! In realtà Leo (che all’anagrafe fa Bonetti e non Manera) crediamo che si atteggi a una vita minore, forse bara, perché ci pare impossibile che un artista con tale senso comico della vita possa farsi sopraffare da pessimismi leopardiani. |


|